"ehm, dai, parlo di lui"
"ma lui chi?"
"ehm, giorgetto, quello con cui mi vedo"
"ah, il tuo fidanzato?"
"non dire quella parola! è uno con cui esco e basta!"
occccchepppalleeeeeeee!!!
allora, io sono io, sono Smila e non ci arrivo. non capisco i doppisensi, non capisco i sottintesi, non mi accontento degli indizi, non amo le perifrasi.
e insomma, vorrei ribadire, con la mia solita eleganza (occhio al cappellino sobrio della mia foto) che con me devi parlà come magni.
chiaro?
lo dico un po' a tutti i miei amici e le mie amiche.
se mi dite nomi tipo mauretto, stella, rosalba, carlito, joele, karim, teresa, ubaldo ecc. io, che la memoria non ce l'ho, non so di chi state parlando.
d'altra parte, se ci girate intorno con perifrasi del tipo "si, ildebrando, quello che frequento" io mi sono addormentata prima che abbiate finito la frase.
la comunicazione, amici miei carissimi, è fatta, almeno quando è direzionata a me, di brevità. di sintesi, di risparmio verbale, di togliere più che di dare.
e allora basta con queste perifrasi infinitamente lunghe e noiose. andiamo al sodo, please! chiamatelo col suo nome "il mio fidanzato/la mia fidanzata".
che poi a me non me ne importa niente se domani esci con un altro fidanzato o se invece con questo ci vai a vivere.
è che, onestamente, i vari epiteti tipo "il ragazzo mio/la ragazza mia/quello del martedì/la mia frequentazione di questa settimana-mese" sono un po' scemi.
hanno tutto quel sapore di pudicità che mi fa odiare le cose.
ok amici carissimi?
mi adeguerò anche io a questa cosa.
che poi è un vantaggio fantastico, perché adesso, chiamando fidanzati tutti quelli con cui esco o sono uscita, mi trovo statisticamente nella classifica ufficiale delle latin-lovers da manuale.
e senza che fate commenti spiritosi.
cmq ci tengo a dedicare questo post a inetta, colei che mi ha fatto capire quale sia la vera differenza tra un "fidanzato" e un "il pischello mio": nessuna!
semplificativamente Smila